28 ottobre 2008, (sms a un editor che ancora si stupisce del capillare silenzio stampa attorno ai miei libri, mentre sono decine le richieste di interviste, a ragione respinte in blocco; sono di nuovo in un aeroporto qualsiasi). Ciao, spero tu stia bene, con denti e capelli ancora tuoi, almeno in parte, eccetera: i media, mediando se stessi, mediano i medi che hanno solo i riflessi per riflettervisi senza tante riflessioni, e opere ancor meno. Dimmi quanto sei mediato e ti dirò quanto sei medio tu e mediabile la tua non opera di operetta che diventa opera grazie a un’operazione mediatica del giornalista che, cieco per tutto ciò che non potrebbe scrivere anche lui e che di certo scriverà, vede sé in te, tanto che se tu fossi lui non farebbe alcuna differenza, perché tu, essendo lui in prospettiva, sei già al presente un lui pregresso. Come l’arte contemporanea è il suo mercato, così l’eroe del momento, di solito un povero diavolo di cristo, è il prodotto del suo ufficio stampa. Alla mia età e alla mia opera non basta, meglio niente, è deciso (da lustri). E poi si è fatto anche tardi. A.B.
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