November32008
“questo tre novembre che sta finendo è anche il primo giorno feriale in cui il mio caro professore, relatore e maestro  lascia l’università di Firenze dopo 42 anni, diconsi 42, di ordinariato. Non parlategli di “pensione” perché è sempre attivissimo e continua ogni settimana a prendere il treno e andare ad illustrare la storia del diritto agli studenti napoletani della Suor Orsola Benincasa: sta di fatto che la sua stanza fiorentina in “dipartimento” non c’è più.
Uno dei dioscuri della mia formazione umanistica, mi ha pazientemente  sopportato nel mio “bivacco creativo” universitario ed ha sempre cercato di sviscerare, in tutti i suoi studenti, il lato umano prima ancora delle loro attitudini. Le sue lezioni di storia giuridica medievale e moderna sono state un vero preparato di automedicazione contro la chiusura mentale, perché sublimano la scienza sociale a conoscenza intima dei moti umani, oltre il dato meccanico e sillogistico del narra mihi factum, dabo tibi ius. Così avvincenti che ci si alzava volentieri presto il lunedì per essere in facoltà alle otto e mezza, e che per un gruppo di noi, inesperti “fagioli” del secondo anno, fu istintivo chiedergli subito di firmarci il piano. Sulla sua preparazione oceanica, niente da dire: chiunque abbia studiato o si sia rapportato con lui ve ne parlerà in termini leggendari.”

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sottoscrivo ogni parola. ad maiora professore :)

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